Accessibilità dei contenuti

Skip to main content

Uomini di frontiera

Uomini di frontiera

Sui monti dell’Ossola vi sono due torrioni rocciosi alti una cinquantina di metri a guardia del Passo delle Balmelle in Val Divedro, a 2.300 m di quota. Si chiamano Pizzo Zucchero e Pizzo Caffè. Il loro nome è accettato dalla cartografia ed è indicato nelle guide alpinistiche. Anche qui la toponomastica ha un valore evocativo e richiama all’epoca e al mondo del contrabbando.

Un’attività illegale svolta per secoli da uomini di frontiera in una terra come l’Ossola incuneata nella Svizzera. Sono vicende passate che hanno però permeato la memoria storica della nostra gente. Quella del contrabbando è storia di valichi alti e bocchette sconosciute, sentieri impercettibili e fatiche notturne, lunghe marce nella neve, il pericolo delle valanghe e le mille vicende di rischi e avventure. A guidare queste vicende fu il “sole zingaro” raccontato da Benito Mazzi: “la luna pallida e tenue” che guida il cammino dei contrabbandieri. Uomini di bisogno e di fatica che conoscono ogni pista sui monti; uomini che “viaggiano” con sulle spalle 30 - 40 chili di bricolla, che “passano” il confine.  Uomini di frontiera e di avventura. “In dentro”: riso, insaccati, pelli, copertoni di bicicletta e ogni mercanzia che il mercato svizzero richiedesse; “In fuori”: tabacco, caffè, zucchero, saccarina, sale, cioccolato. Il contrabbando nasce quando Napoleone istituisce le dogane e si conclude negli anni ’70 del Novecento. Finisce “quel” contrabbando: il contrabbando romantico degli spalloni, dettato dal bisogno e segnato dalla fatica. Poi verranno le bande organizzate, l’illegalità criminale, i delinquenti. Anni in cui “Nel vecchio cielo degli sfrosini il sole zingaro non brilla più.” Sono anche gli anni dei finanzieri che devono reprimere il contrabbando, i “canarini” che convivono con i contrabbandieri, dividendone rischi e fatiche. E morendo sotto le valanghe come i tre finanzieri travolti da una slavina nel 1941 alla Gana Rossa in Valle Vigezzo.  Tutti, finanzieri e contrabbandieri, furono uomini di una montagna povera. “Solo il prete non lo faceva” ricorda un testimone.  E, durante l’ultima guerra, i contrabbandieri aiutarono i partigiani e divennero “passatori”, guidando in Svizzera perseguitati politici, militari alleati, ebrei perseguitati e sfollati dalle città. In un mondo dominato dalla “fatica del sacco” emersero atti di coraggio e di solidarietà, così come le piccole viltà di un mondo di rischi e di fatiche. Un mondo di “vite perdute” sulla montagna, i travolti dalle valanghe come quei nove nel 1914 in Val Vaira e sepolti al cimitero di Gondo o altri otto nel 1933 in Cravariola. Una vicenda che rimase nella memoria collettiva di un’intera Valle fu l’uccisione di un contrabbandiere anzaschino, Giuliano Olzer di Ceppo Morelli, freddato dal proiettile di un finanziere al Passo di Antigine il 6 ottobre 1962. Sempre, a cercare i morti, andarono tutti, finanzieri e contrabbandieri. La scorsa estate una serie di eventi hanno riportato dall’oblio questo mondo. A Vanzone un “pranzo della riconciliazione” ha visto seduti insieme i protagonisti di un’epoca passata: chi scappava e chi inseguiva, chi osservava e chi si nascondeva. Ci sono stati sorrisi e strette di mano, memorie lontane sono riaffiorate. Oggi queste storie sono solo memorie. Da conservare per i nostri giovani in nome di una nuova e dignitosa legalità e del rispetto della dignità umana. 

Alcune caratteristiche fanno de “Il Rosa” un caso unico sulle Alpi. Il giornale non viene venduto, ma inviato ad “abbonati” che hanno versato liberamente una quota di contributo oppure solamente hanno segnalato l’indirizzo. Da oltre cinquant'anni è forse il primo caso di free press sulle Alpi. E’ un giornale indipendente, non frutto di un’iniziativa imprenditoriale, né istituzionale.

Il Rosa - Periodico di cultura alpina fondato nel 1962 a Macugnaga da Carlo Ravasio

  • Sede e Redazione: Via Gorini 20/A - 28879 Vanzone con San Carlo (VB)

  • Proprietà: Associazione Culturale Il Rosa

  • Registrazione Tribunale di Verbania n° 295 del 29 Novembre 1999.

  • Distribuzione gratuita con erogazione liberale (versamento consigliato di almeno 20 euro annuali) sul seguente conto corrente intestato all'Associazione Culturale Il Rosa presso POSTE ITALIANE: IT59E0760110100001041530567

  • Per informazioni sulle nostre attività: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Per segnalare cambi di indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Per la pubblicità scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.