Terre Alte e giovani sguardi in Ossola
Nell’ anno internazionale della pastorizia, in cui l’ONU avverte dell’importanza cruciale dei pascoli e dei pastori nel mantenere vive le Terre Alte, sta nascendo in Ossola una novità documentaristica autoprodotta ideata dal regista e filmmaker Andrea Buonopane. Un progetto che ha ricevuto il patrocinio delle Aree protette dell’Ossola, della Provincia del VCO, del Parco Nazionale Val Grande, della Pro Loco Premia e del nostro periodico.
“Da mesi percorro l’Ossola per raccontare, attraverso un documentario, la vita dei giovani pastori e allevatori. Ragazzi e ragazze che hanno scelto la terra, gli animali, la fatica e la libertà che solo la montagna sa dare. Ma raccontare l'identità di una valle, significa anche immergersi nelle sue tradizioni più profonde e per questo mi sono chiesto che cosa significa essere un allevatore nel 2026”, commenta Andrea. “Fin da bambino frequento il Devero e la Val Formazza e, adesso, che ho un appoggio fisso a Baceno, sento il bisogno di raccontare questo valore aggiunto ossolano”.
Il docufilm è pensato sulle quattro fasi del ciclo agrario: l’inverno in stalla, la salita in alpeggio, il pascolo e la discesa a valle. Protagonisti sono l’azienda agricola “La Fracia” di Giovanni Galeazzi, 24enne originario di Buttogno che alleva una ventina di vacche aiutato dalla mamma; l’azienda agricola Francesco Biondo, realtà familiare, con una solida tradizione; l’azienda “Nonno Mario” di Luca Tagini a Prata; l’azienda agricola MADALU dei fratelli Marta; l’azienda agricola Debora Panighetti e quella di Alessio Bacher, “dove l’altro giorno ho assistito alla prima marchiatura del suo Bettelmatt”.
Attraverso la videocamera Andrea cerca di filmare i gesti quotidiani, di catturare i suoni del lavoro e soprattuto di mostrare la vita di giovani donne e uomini che hanno scelto con passione questo mestiere: “è naturale che ognuno gestisca l’azienda a modo suo. Alcuni la considerano un’attività di famiglia, qualcuno l’ha ereditata dal nonno, mentre altri l’amministrano da soli. Lo si nota anche nel modo di fare il formaggio, dove ognuno ha la propria tecnica”, continua il filmmaker.
Le riprese proseguiranno fino a inizio 2027 così da chiudere l’annata e dai minuti raccolti verrà estrapolato un documentario da presentare ai diversi festival della montagna: “in questi mesi vorrei discutere con i protagonisti temi più profondi e ascoltare le loro parole”.
Il docufilm raccontando la pastorizia e l’allevamento ossolano vuole documentare e conservare la memoria culturale delle nostre vallate e dimostrare come in chiave moderna essa sia la risposta alla gestione del territorio, una scelta di vita sostenibile e una risorsa per un turismo etico ed esperienziale, ma soprattutto lento. Un concetto caro ad Andrea che, tra il 2019 e il 2021, l’ha visto protagonista, insieme ad altri ragazzi, del progetto “Và Sentiero” che lo ha portato a percorrere l’intero Sentiero Italia e a conoscere moltissime realtà che resistevano sulle Terre Alte: “dalle riprese effettuate durante il cammino è nato un documentario che nei prossimi mesi verrà distribuito da Mescalito Film”. Lo scopo è quello di far riscoprire l’Italia camminando e di ascoltare le storie e le persone incontrate in tre anni di viaggio, dopo aver percorso 7.887 chilometri e attraversato 20 regioni.
“Ho voluto tornare alla mia passione di reporter: ho dormito in alpeggio e ho trascorso le giornate a parlare con i ragazzi, ma anche ad ascoltare i suoni della natura. Una notte, da Giovanni, all’alpe Bondolo (Valle del Basso Ndr), ho dormito nel bivacco del parco e alle 3.30 di notte mi sono svegliato con gli ululati dei lupi. È stato un momento di emozione e di agitazione, perché nella struttura non c’era nulla e anche la porta non si chiudeva. Da Alessio, invece, la cena è stata molto veloce perché loro mungono alle 4 di mattina e alle 4 di pomeriggio, di conseguenza alle 9 sono a letto”.
Il calore della stalla, i silenzi solenni dei valichi e la fiera devozione per un mestiere antico ci regalano un ritratto orgoglioso ed eroico di chi, ogni giorno, sceglie di restare per custodire la bellezza più pura della nostra terra.